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Guide 08 settembre 2026

Guida pratica per Diventare giornalista pubblicista in Italia

Se aspiri a intraprendere la professione giornalistica, comprendere il percorso per diventare un giornalista pubblicista è fondamentale. Ecco una guida che illustra le nuove regole, i requisiti, i percorsi e alcuni utili consigli

Guida pratica per Diventare giornalista pubblicista in Italia
Guida pratica per diventare giornalista pubblicista in Italia: requisiti, attività, compensi e regole aggiornate per l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti.

Come diventare giornalista pubblicista? Le "nuove regole", i requisiti, percorsi e consigli

Per comprendere appieno il percorso verso la professione giornalistica, è necessario esaminare attentamente la normativa che la regola. Nel contesto del giornalismo italiano, la legge di riferimento è la n°69/1963, che istituisce l'Ordine dei giornalisti e definisce la distinzione tra pubblicisti e professionisti.

Sebbene spesso si consideri il pubblicista come una fase preliminare del professionista, le differenze tra i due ruoli sono significative. Mentre il pubblicista svolge attività giornalistica insieme ad altre professioni, il professionista si dedica esclusivamente al giornalismo.

Negli anni passati, la confusione su come diventare giornalista era diffusa, ma fortunatamente oggi i passaggi necessari sono più chiari, anche grazie alla presenza di testate giornalistiche web - o online - che offrono opportunità dirette sul campo.

L'Ordine dei Giornalisti

L'Ordine dei giornalisti, fondato nel 1963, è l'ente che regola la professione giornalistica in Italia. Gestisce un albo che permette ai giornalisti di esercitare la professione e si occupa di tutelare e vigilare sui propri membri. La struttura dell'Ordine comprende un Consiglio nazionale con 60 membri, oltre a sedi regionali con relativi presidenti, vicepresidenti, segretari e consigli.

Un Ordine regionale è composto da:

  • Assemblea
  • Consiglio
  • Presidente
  • Collegio dei conti
  • Consiglio della disciplina

Chiunque abbia una passione per questa professione può aspirare a diventare giornalista. Per l’iscrizione nell’elenco dei pubblicisti la legge non prevede uno specifico titolo di laurea: i requisiti fondamentali riguardano soprattutto l’effettivo svolgimento dell’attività giornalistica continuativa e regolarmente retribuita. Diverso è il percorso per diventare giornalista professionista attraverso il praticantato, per il quale la normativa prevede un titolo di studio non inferiore alla licenza di scuola media superiore oppure, nei casi previsti, il superamento dell’esame di cultura generale. Su questo aspetto ci sono alcuni chiarimenti fondamentali da considerare e alcune proposte formulate appunto dall'Ordine dei Giornalisti in merito al titolo di studio per l'accesso alla professione.

Approfondimento: il nuovo Codice Deontologico 2025

Dal 1° giugno 2025, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha adottato un nuovo Codice Deontologico che ridefinisce i principi e i doveri della professione giornalistica in Italia. Un testo unico, più snello e organico, che include tra le novità l’uso regolato dell’intelligenza artificiale nel giornalismo, la valorizzazione dell’autonomia professionale, la tutela rafforzata verso categorie vulnerabili e l’obbligo permanente di formazione continua.

Questo aggiornamento rappresenta una svolta culturale e normativa che ogni aspirante pubblicista è chiamato a conoscere per comprendere il contesto professionale in cui andrà a operare.

🔗 Per approfondire: Come cambia la deontologia giornalistica: il nuovo Codice 2025 dell’Ordine dei Giornalisti

📘 Scarica il nuovo Codice Deontologico dei Giornalisti

Approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine l’11 dicembre 2024 ed entrato in vigore il 1° giugno 2025, il Codice stabilisce i principi fondamentali della professione giornalistica oggi: trasparenza, responsabilità, aggiornamento, IA, inclusione e tutela dei diritti.

📥 Scarica il PDF completo

📄 Testo ufficiale completo: odg.it – Codice Deontologico delle Giornaliste e dei Giornalisti (2025)

Proposta di riforma alla Camera per l'accesso alla professione giornalistica

La principale novità della proposta di riforma per l'accesso alla professione giornalistica, presentata dall'Ordine dei Giornalisti alla Camera dei Deputati, è rappresentata dall'introduzione di un corso di laurea specifico per giornalisti. Questo costituirebbe il cuore della riforma, approvata all'unanimità dal consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e ora sottoposta all'attenzione del Parlamento.

Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha definito questa proposta come una rivoluzione nella modalità di accesso alla professione. Il documento presentato individua i principali punti per una revisione della legge 69 del 1963, ma spetta al Parlamento prendere decisioni di merito in merito alla sua attuazione.

Un aspetto fondamentale della proposta è l'introduzione della laurea come requisito per diventare giornalisti, sia pubblicisti che professionisti. Bartoli ha sottolineato che l'assenza di un titolo di studio poteva essere giustificata nel dopoguerra, ma oggi "non è più accettabile". Si propone quindi l'istituzione di una laurea magistrale in giornalismo come accesso alla professione, con la possibilità di una laurea triennale seguita da corsi specialistici controllati e vigilati dall'Ordine come alternativa.

Nel caso di lauree in altri campi, il successivo ciclo biennale di specializzazione dovrebbe includere un tirocinio teorico-pratico della durata minima di 18 mesi, da svolgere in varie strutture redazionali convenzionate con le università.

L'obiettivo principale di questa proposta è quello di garantire un alto livello di qualificazione professionale per fornire un servizio informativo solido e affidabile ai cittadini. Bartoli ha anche sottolineato che elevare i requisiti minimi di accesso alla professione potrebbe portare a un miglioramento complessivo della qualità dell'informazione fornita dai vari media.

Tuttavia, l'offerta formativa attorno al giornalismo si è notevolmente migliorata grazie alla presenza di master, corsi di giornalismo intensivi e corsi di laurea triennale e magistrale, che preparano sia nella teoria che nella pratica. Ottenere tali attestati e incrementare la formazione - soprattutto pratica - rappresenta indubbiamente un vantaggio culturale e curriculare per gli aspiranti giornalisti.

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Come diventare giornalista pubblicista

Per diventare giornalisti pubblicisti, è necessario svolgere un'attività giornalistica retribuita e continua per almeno 24 mesi presso una o più testate riconosciute, regolarmente registrate e dirette da un iscritto all'Albo. È richiesta anche la presentazione degli articoli o dei servizi realizzati, insieme alla documentazione dei compensi percepiti. Le specifiche esigenze e il numero di articoli richiesti possono variare da Ordine a Ordine. 

Le Linee guida approvate dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti il 30 gennaio 2024 prevedono inoltre che le retribuzioni derivanti dall'attività giornalistica siano tracciabili, periodiche e non inferiori a 1.000 euro lordi annui per il periodo in esame. A comprova dell'effettivo pagamento possono essere richieste le Certificazioni Uniche relative agli anni fiscali conclusi e, quando dovuti, i relativi versamenti delle ritenute.

Non è previsto un Esame di Stato per l'iscrizione nell'elenco pubblicisti, ma il Consiglio regionale può verificare la conoscenza degli elementi fondamentali della deontologia professionale e della legislazione giornalistica anche attraverso un colloquio. Ci sono inoltre alcuni requisiti e documenti da soddisfare:

  • Requisiti previsti dalla normativa per l'iscrizione all'Albo.
  • Presentazione degli articoli o dei servizi realizzati dal richiedente, pubblicati su testate riconosciute, con certificazione da parte del direttore che attesti la collaborazione continuativa di almeno 24 mesi.
  • Fotocopia dell'eventuale accordo o contratto di collaborazione stipulato con la testata o le testate con cui si è collaborato.
  • Documentazione fiscale e tracciabile dei compensi ricevuti durante i 24 mesi di attività giornalistica continuativa.
  • Eventuale documentazione aggiuntiva richiesta dall'Ordine regionale competente.

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Come diventare giornalista professionista

Per diventare giornalisti professionisti è necessario acquisire una pratica giornalistica riconosciuta, normalmente attraverso il praticantato presso una testata idonea, e successivamente superare l'Esame di Stato per l'idoneità professionale. Dopo almeno 18 mesi di pratica, il candidato può accedere all'esame una volta soddisfatti i requisiti previsti dalla normativa.

Tra questi rientra anche la frequenza obbligatoria ad attività di formazione o preparazione teorica, anche a distanza, della durata minima complessiva di 45 ore, promosse dal Consiglio Nazionale, dai Consigli regionali dell'Ordine oppure riconosciute dall'Ordine dei Giornalisti.

Esistono anche scuole di giornalismo riconosciute dall'Ordine, che offrono master biennali di primo livello e il cui percorso può sostituire il praticantato aziendale ai fini dell'accesso all'Esame di Stato. Questi corsi sono aperti a chi possiede un diploma di laurea e supera le relative procedure di selezione.

Infine, anche un giornalista pubblicista può intraprendere il percorso verso l'elenco dei professionisti qualora acquisisca una pratica giornalistica riconosciuta, completi i requisiti previsti e superi l'Esame di Stato.

Scuole di giornalismo per giornalisti professionisti: costi e dove trovarle

Per chi aspira a diventare giornalista professionista, un'alternativa al praticantato svolto presso una testata è rappresentata dalle scuole di giornalismo autorizzate dal Consiglio Nazionale dell'Ordine. Questi non sono tradizionali corsi di laurea triennale o magistrale, bensì percorsi post-laurea specifici che consentono, una volta completato il percorso previsto, di accedere all'Esame di Stato. È fondamentale che tali corsi siano riconosciuti dall'Ordine dei Giornalisti.

I candidati devono possedere un diploma di laurea e superare le procedure di selezione previste dalle singole scuole.

I corsi hanno generalmente una durata biennale e prevedono un numero programmato di posti disponibili. Secondo l'elenco ufficiale pubblicato dall'Ordine dei Giornalisti, le strutture attualmente autorizzate e attive sono 11:

  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Università di Bari);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Alma Mater Studiorum Università di Bologna);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano);
  • Master biennale di I livello in giornalismo dell’Università degli Studi di Milano / IFG – (Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli);
  • Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo (Perugia);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Libera Università SS. Assunta LUMSA di Roma);
  • Scuola Superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” (Università LUISS Guido Carli di Roma);
  • Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” (Università di Torino);
  • Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino.

I costi di frequenza non sono uniformi e vengono stabiliti autonomamente dalle singole università e scuole. È quindi opportuno consultare i bandi dell'anno accademico di interesse per conoscere tasse, eventuali agevolazioni, borse di studio, modalità di selezione e scadenze.

D'altra parte, il costo di un corso di laurea tradizionale dipende principalmente dalle tasse universitarie e, eventualmente, dalle spese per l'alloggio nel caso si scelga di studiare lontano da casa. Tuttavia, in generale, le tasse universitarie per un corso di laurea classico non superano solitamente i 1500 euro all'anno.

Giornalismo Sportivo e sua evoluzione

Il giornalismo sportivo rappresenta un settore distintivo e specifico all'interno del panorama giornalistico.

Con l'espansione continua del calcio attraverso vari mezzi di comunicazione, dall'ambito radiofonico e televisivo fino al mondo del web, la domanda di aspiranti giornalisti sportivi è aumentata progressivamente. Tuttavia, nonostante la crescente popolarità dello sport nei media, il mercato dei giornalisti sportivi non può essere considerato saturo.

Ci sono comunque diverse sfide da affrontare per coloro che aspirano a una carriera in questo settore, simili a quelle riscontrate in altre tipologie di giornalismo.

Il giornalista sportivo o aspirante tale, dovrà essere disponibile 24 ore su 24, pronto a viaggiare, a scrivere anche durante la notte e costantemente impegnato nella ricerca delle notizie. Questa dedizione non fa eccezione nel mondo dello sport, soprattutto considerando l'importanza economica del calcio in Italia e nel mondo e la sua rilevanza a livello aziendale. Per approfondire puoi leggere la nostra guida pratica sui requisiti e Le doti fondamentali per diventare un giornalista sportivo.
Tuttavia, perché affrontare questo argomento qui? La ragione è semplice.

Nel corso del tempo, i giornalisti sportivi sono stati talvolta considerati come professionisti di "seconda categoria", con compiti meno impegnativi rispetto ai colleghi che operano in altri settori. Tuttavia, l'attuale panorama mediatico offre ai professionisti dello sport molteplici opportunità e il mercato richiede figure poliedriche: non solo cronisti, ma anche scrittori, intervistatori e videomaker.

Questi aspetti sono comuni anche ai giornalisti generalisti, ma nel caso del giornalismo sportivo, hanno un valore aggiunto non trascurabile: il mondo del web.

Le testate giornalistiche, sia a livello locale che nazionale, dedite allo sport godono di una notorietà e di un seguito paragonabili a quelle politiche ed economiche. Di conseguenza, i giornalisti sportivi sono oggi considerati su un piede di parità con i colleghi che si occupano di altri settori. Internet ha contribuito a livellare il campo informativo, e lo sport, con il calcio in prima linea, non fa eccezione.

Come diventare giornalista sportivo (e distinguersi dalla massa)

Considerando quanto detto in precedenza, il percorso per diventare giornalisti sportivi segue un modello simile a quello generico che porta alla qualifica di pubblicista o professionista. È importante prendere in considerazione che al momento di sostenere l'Esame di Stato, è consigliabile scegliere una traccia legata al mondo dello sport. Inoltre, è altamente raccomandato iniziare questo percorso formativo sin dalla giovane età.

Prima di decidere se frequentare una delle scuole di giornalismo riconosciute dall'Ordine dei giornalisti, può essere estremamente formativo svolgere un periodo di almeno 24 mesi di collaborazione per ottenere il tesserino da pubblicista. Questa esperienza è particolarmente vantaggiosa nel giornalismo sportivo, considerando la molteplicità di testate e la varietà degli argomenti trattati.

Ci sono testate nazionali, così come quelle dedicate a specifiche squadre, dove è possibile inviare la propria candidatura anche in giovane età per poter fare esperienza senza trascurare lo studio, basilare per professionalizzare questo "futuro mestiere" sempre più complesso e concorrenziale.

Il nostro consiglio appassionato è quello di concentrarsi sull'approfondimento di una disciplina sportiva specifica, acquisendo una conoscenza dettagliata dei numeri, delle statistiche e dei fatti riguardanti tale sport. Esercitarsi in questo contesto il più possibile è fondamentale.

Una volta ottenuto il tesserino da giornalista pubblicista con un bagaglio più che modesto, sarà più facile distinguersi per le competenze acquisite e farsi notare. È importante partecipare attivamente a eventi, convegni, conferenze, trasmissioni radio e televisive, e fare networking con altri professionisti del settore.

Questo tipo di coinvolgimento contribuirà a costruire una reputazione solida e a creare opportunità per avanzare nella carriera giornalistica sportiva.

Da giornalista pubblicista a professionista

Un giornalista pubblicista può avanzare nel proprio percorso professionale per diventare giornalista professionista a tempo pieno. Non è insolito che un giornalista pubblicista svolga attività giornalistica in maniera molto intensa; tuttavia, sotto il profilo ordinistico, l'iscrizione nell'elenco dei professionisti segue un percorso specifico.

Il pubblicista che svolge attività giornalistica con caratteristiche compatibili con la pratica professionale può verificare con il proprio Ordine regionale la possibilità di ottenere l'iscrizione al registro dei praticanti o il riconoscimento della pratica secondo le modalità previste dalla normativa e dai criteri interpretativi dell'Ordine.

Una volta riconosciuta la pratica, occorre completare il periodo previsto, assolvere gli obblighi di formazione richiesti e superare l'Esame di Stato di idoneità professionale. Solo dopo il superamento dell'esame è possibile chiedere l'iscrizione nell'elenco dei giornalisti professionisti.

Diventare pubblicista: costi, articoli richiesti e compensi regione per regione

Prima di avviare la procedura di iscrizione come giornalista pubblicista, è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti della propria regione di residenza. Ogni Consiglio regionale può adottare criteri specifici in merito al numero di articoli richiesti, alla documentazione da allegare e alle modalità di calcolo della retribuzione minima. Verificare direttamente con l’Ordine competente consente di avere informazioni aggiornate, evitare errori nella domanda e assicurarsi che il percorso rispetti pienamente i requisiti formali previsti. Il percorso è rivolto a persone maggiorenni. Per l’accesso ai percorsi ordinistici della professione giornalistica la normativa prevede il raggiungimento della maggiore età, con almeno 18 anni richiesti per l’iscrizione al registro dei praticanti.

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Abruzzo

Chi desidera iscriversi all'albo dei pubblicisti in Abruzzo deve documentare un'attività giornalistica retribuita e continuativa per 24 mesi presso una o più testate regolarmente registrate. Secondo le indicazioni attualmente pubblicate dall'Ordine regionale, occorre dimostrare di aver percepito almeno 2.000 euro lordi nel biennio e di aver pubblicato almeno 60 articoli nel periodo di riferimento. Per gli aspiranti pubblicisti è inoltre previsto un colloquio sulla deontologia professionale. Costi e documentazione amministrativa devono essere verificati sulla modulistica aggiornata dell'Ordine regionale al momento della domanda. 

Basilicata

In Basilicata l'attività deve essere continuativa e regolarmente retribuita per almeno 24 mesi. Secondo la documentazione attualmente pubblicata dall'Ordine regionale sono richiesti, nel biennio, almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per i settimanali, 40 per i quindicinali e 20 per i mensili e le altre periodicità. L'iscrizione può avvenire solo a seguito del colloquio previsto sulla deontologia professionale. Compensi, costi e documentazione fiscale devono rispettare le Linee guida nazionali e le indicazioni aggiornate dell'Ordine regionale.

Calabria

In Calabria, per richiedere l'iscrizione all'Albo nell'Elenco pubblicisti è necessario documentare almeno 24 mesi di attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita presso una o più testate riconosciute. In base alle Linee guida nazionali approvate dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, il numero minimo di lavori da documentare è pari a 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per i settimanali, 40 per i quindicinali e 20 per i mensili e le altre forme di periodicità. I compensi derivanti dall'attività giornalistica devono essere tracciabili e non inferiori a 1.000 euro lordi annui per ciascun anno del periodo preso in esame. Alla domanda devono essere allegate la documentazione relativa alle pubblicazioni, la dichiarazione del direttore responsabile e la documentazione fiscale richiesta.

Campania

In Campania l'aspirante pubblicista deve documentare almeno 70 articoli firmati o siglati nel biennio, con gli articoli siglati entro i limiti stabiliti dall'Ordine. La documentazione attualmente pubblicata dall'Ordine della Campania richiede inoltre compensi giornalistici per complessivi almeno 2.000 euro nel biennio, documentati fiscalmente attraverso ricevute, Certificazione Unica e modelli F24 quando previsti. Può essere disposto un colloquio conoscitivo.

Emilia-Romagna

Il costo complessivo è di circa 337 euro. In Emilia-Romagna l'aspirante pubblicista deve dimostrare di aver svolto per almeno due anni un'attività giornalistica continuativa, non occasionale e regolarmente retribuita. Le Linee guida nazionali prevedono almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali e 20 per mensili e altre periodicità. Le retribuzioni relative all'attività giornalistica devono essere tracciabili e raggiungere almeno 1.000 euro lordi per ciascun anno del biennio. È inoltre necessario documentare l'attività attraverso gli articoli pubblicati, la dichiarazione del direttore responsabile e la relativa documentazione fiscale.

Friuli-Venezia Giulia

In questa regione si superano i 380 euro tra quota annuale, iscrizione, tesserino e tassa governativa. Per ottenere l'iscrizione nell'Elenco pubblicisti in Friuli-Venezia Giulia è necessario documentare una collaborazione giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita protratta per almeno 24 mesi. Secondo i parametri nazionali, devono essere presentati almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per i settimanali, 40 per i quindicinali oppure 20 per mensili e altre forme di periodicità. La retribuzione deve essere tracciabile e non inferiore a 1.000 euro lordi annui. Devono inoltre essere prodotti i documenti fiscali previsti e la dichiarazione del direttore responsabile che attesti l'effettivo svolgimento della collaborazione.

Lazio

Nel Lazio occorre documentare una collaborazione giornalistica continuativa e retribuita per 24 mesi. Secondo le indicazioni attualmente pubblicate dall'Ordine regionale sono richiesti almeno 80 articoli complessivi, con una cadenza di almeno un articolo al mese, e compensi pari ad almeno 2.500 euro lordi nel biennio. La domanda deve essere presentata secondo le modalità e nei termini indicati dall'Ordine regionale.

Liguria

In Liguria il costo per l'iscrizione supera i 380 euro. In Liguria l'iscrizione come giornalista pubblicista richiede almeno 24 mesi di attività giornalistica continuativa, non occasionale e regolarmente retribuita. Per chi inizia il percorso nel 2026, il requisito economico previsto è di 8.000 euro nel periodo richiesto per l'iscrizione. Restano inoltre necessari la documentazione dell'attività giornalistica svolta, la certificazione del direttore responsabile e la documentazione fiscale relativa ai compensi percepiti. Per numero di articoli, modalità di presentazione della domanda e ulteriori requisiti è necessario fare riferimento alle disposizioni aggiornate dell'Ordine dei Giornalisti della Liguria.

Lombardia

Chi presenta domanda in Lombardia dovrà sostenere una spesa complessiva di circa 282 euro. In Lombardia, per accedere all'Elenco dei giornalisti pubblicisti è necessario documentare almeno due anni di collaborazione giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita. I parametri nazionali prevedono almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali e 20 per mensili e altre periodicità. La retribuzione derivante esclusivamente dall'attività giornalistica deve essere tracciabile e pari ad almeno 1.000 euro lordi per ciascun anno del biennio. L'attività svolta deve essere attestata dal direttore responsabile e accompagnata dalla relativa documentazione fiscale.

Marche

Nelle Marche si arriva a circa 397 euro di costi. Nelle Marche l'aspirante pubblicista deve poter dimostrare lo svolgimento di un'attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita durante i 24 mesi precedenti la domanda. Le Linee guida nazionali prevedono almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali e 20 per mensili o altre periodicità. I compensi devono essere tracciabili e raggiungere almeno 1.000 euro lordi annui. La domanda deve essere accompagnata dagli articoli o servizi realizzati, dalla certificazione del direttore responsabile e dalla documentazione relativa ai compensi ricevuti.

Molise

Nel Molise la spesa complessiva è di circa 467 euro. In Molise, per ottenere l'iscrizione nell'Elenco pubblicisti occorre documentare almeno 24 mesi di attività giornalistica continuativa e regolarmente retribuita. I criteri nazionali prevedono un minimo di 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali e 20 per mensili e altre forme di periodicità. È inoltre necessario poter dimostrare compensi tracciabili non inferiori a 1.000 euro lordi annui. Alla documentazione relativa agli articoli devono essere aggiunte la dichiarazione del direttore responsabile e le certificazioni fiscali previste.

Piemonte

In Piemonte il totale dei costi si aggira sui 242 euro. In Piemonte l'iscrizione all'Elenco dei giornalisti pubblicisti richiede la dimostrazione di almeno due anni di attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita. Secondo le Linee guida nazionali, devono essere documentati almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali oppure 20 per mensili e altre periodicità. La retribuzione giornalistica deve essere tracciabile e non inferiore a 1.000 euro lordi per ciascun anno del biennio. Sono inoltre richieste la dichiarazione del direttore responsabile e la documentazione fiscale attestante i compensi.

Puglia

In Puglia la spesa complessiva è di circa 372 euro. In Puglia, per poter richiedere l'iscrizione come pubblicista è necessario svolgere per almeno 24 mesi attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita. I parametri nazionali stabiliscono almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali e 20 per mensili e altre forme di periodicità. I compensi devono essere tracciabili e non inferiori a 1.200 euro lordi annui. L'attività deve essere certificata dal direttore responsabile della testata e corredata dalla documentazione fiscale relativa alle somme percepite.

Sardegna

In Sardegna il costo si aggira sui 282 euro. Occorrono almeno 40 articoli retribuiti, documentati con ricevute e copia dei testi. Il compenso richiesto è di 300 euro in almeno quattro soluzioni semestrali.

Sicilia

In Sicilia le spese ammontano a circa 582 euro. In Sicilia, ai fini dell'iscrizione nell'Elenco pubblicisti, occorre documentare un'attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita svolta per almeno 24 mesi. Secondo le Linee guida nazionali devono essere prodotti almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali e 20 per mensili e altre forme di periodicità. I compensi devono essere tracciabili e non inferiori a 1.000 euro lordi annui. L'attività svolta deve inoltre essere certificata dal direttore responsabile e accompagnata dalla documentazione fiscale relativa alle retribuzioni percepite.

Toscana

In Toscana i parametri attualmente indicati dall'Ordine regionale per giornali, periodici e testate Internet sono:
– per le collaborazioni con quotidiani 100 articoli e 2.000 euro di retribuzione lorda nel biennio;
– per le collaborazioni con settimanali e bisettimanali 60 articoli e 1.500 euro di retribuzione lorda;
– per le collaborazioni con mensili e altri periodici 20 articoli e 1.000 euro di retribuzione lorda.

Le collaborazioni con le testate online vengono equiparate a quelle cartacee individuandone la periodicità in base alla frequenza di aggiornamento. L'Ordine della Toscana richiede inoltre la frequenza del corso online per aspiranti pubblicisti e la presentazione dei relativi attestati.

Trentino-Alto Adige

In Trentino-Alto Adige la spesa è di circa 292 euro. In Trentino-Alto Adige l'aspirante pubblicista deve dimostrare di aver svolto almeno 24 mesi di attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita. In base alle Linee guida nazionali devono essere documentati almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali oppure 20 per mensili e altre forme di periodicità. La retribuzione deve essere tracciabile e raggiungere almeno 1.000 euro lordi annui. Alla domanda devono essere allegati gli articoli o i servizi realizzati, l'attestazione del direttore responsabile e i documenti fiscali richiesti.

Umbria

In Umbria il costo è di 262 euro. Occorrono 80 articoli per quotidiani, 70 per settimanali, 60 per quindicinali e 30 per mensili. Il compenso minimo è di 900 euro, con divieto di cumulo per periodi superiori a quattro mesi.

Valle d’Aosta

In Valle d'Aosta la spesa complessiva è di circa 392 euro. Il compenso non deve essere inferiore alle soglie previste per l'iscrizione e per i contributi INPGI. In Valle d'Aosta l'iscrizione nell'Elenco dei giornalisti pubblicisti presuppone lo svolgimento per almeno due anni di attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita. I parametri stabiliti dalle Linee guida nazionali prevedono almeno 70 articoli per quotidiani e siti online, 50 per settimanali, 40 per quindicinali e 20 per mensili e altre periodicità. I compensi relativi all'attività giornalistica devono essere tracciabili e non inferiori a 1.000 euro lordi annui. Occorre inoltre presentare la certificazione del direttore responsabile e la relativa documentazione fiscale.

Veneto

Nel Veneto è necessario documentare almeno 24 mesi di attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita presso una o più testate registrate. L'Ordine regionale indica attualmente una retribuzione complessiva nel biennio non inferiore a 2.000 euro. È inoltre richiesto l'attestato di frequenza al corso del Consiglio Nazionale dell'Ordine per aspiranti pubblicisti. Numero dei servizi, documentazione e costi devono essere verificati attraverso la modulistica aggiornata dell'Ordine regionale.

Le nuove regole dal Consiglio Nazionale dell'ODG

    Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei giornalisti, riunito nella seduta del 30 gennaio 2024, ha approvato le Linee guida per ottenere l'iscrizione all'Albo dei giornalisti nell'Elenco pubblicisti:

  1. Esperienza giornalistica: È necessario dimostrare di aver svolto collaborazioni giornalistiche non occasionali e regolarmente retribuite con quotidiani, periodici, emittenti radiotelevisive o siti online nel biennio precedente la presentazione della domanda. Sono escluse le pubblicazioni a carattere tecnico, professionale o scientifico e quelle dirette da persone iscritte nell'Elenco Speciale. 
  2. Conoscenza della deontologia e della normativa giornalistica: È richiesto un adeguato livello di conoscenza riguardante gli elementi fondanti della deontologia professionale e del quadro legislativo che regola la professione giornalistica. Il Consiglio regionale può disporre un colloquio al riguardo.
  3. Documentazione richiesta:
    • Presentazione di giornali, copie o documentazione digitale contenente articoli e servizi giornalistici. Il numero di articoli o servizi da documentare viene valutato secondo le disposizioni dell'Ordine regionale competente.
    • Dichiarazione del direttore responsabile della pubblicazione attestante l'effettiva collaborazione e la relativa retribuzione.
    • Ricevute o fatture periodiche, al massimo quadrimestrali, relative ai compensi percepiti per l'attività giornalistica svolta nel biennio precedente. Le retribuzioni devono essere tracciabili e non inferiori a 1.000 euro lordi annui per il periodo in esame. A comprova dell'effettivo pagamento devono essere prodotti i documenti fiscali previsti, comprese le Certificazioni Uniche degli anni fiscali conclusi e, quando dovuti, i versamenti delle ritenute.
  1. Comunicazione dell'inizio dell'attività giornalistica: L'aspirante pubblicista può comunicare all'Ordine regionale di riferimento l'inizio dell'attività giornalistica propedeutica all'iscrizione, senza alcun onere economico.
  2. Corso online gratuito: È disponibile un corso online gratuito per pubblicisti, attraverso il quale è possibile apprendere le norme deontologiche, legislative e i lineamenti tecnici e storici del giornalismo.

Le Linee guida sono state ufficialmente approvate dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti il 30 gennaio 2024 e costituiscono oggi il quadro nazionale di riferimento. Gli Ordini regionali restano competenti per l'istruttoria delle singole domande e possono prevedere specifiche modalità operative, documentazione aggiuntiva e criteri relativi alla produzione giornalistica. Per questo motivo, prima di iniziare il biennio e prima di presentare la domanda, è opportuno consultare sempre le indicazioni aggiornate dell'Ordine regionale competente.

Pagina nazionale di riferimento: Elenco ufficiale degli Ordini regionali CNOG.

Fonti e approfondimenti

  1. www.odg.it
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